June 2013
18 posts
Non lo so cosa mi sta prendendo.
Penso di sfruttare al meglio le anomalie meteoroligiche per andare al mare e sentirmi meglio, imnaginando l’inverno che rende la sabbia ed il mare un rifugio perfetto.
un anestetico,
una certezza di essere ben nascosto.
Non chiedevo la pace del mondo,
chiedevo la mia.” —Cesare Pavese (via pabloestaqui)
Potersi mascondere in un posto caldo, isoltato e silenzioso.
Lontano dalla mia mente. Perché i fantasmi riescono sempre a trovarmi.
May 2013
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Per questioni di assicurazioni e di alto numero di incidenti stradali, in Russia è molto comune tenere sul cruscotto una telecamera che riprende la strada e quello che succede davanti all’automobile. L’utente di YouTube ha raccolto in un video le cose migliori che vengono riprese accidentalmente: niente risse, esplosioni, piogge di meteoriti, incidenti o autisti rabbiosi, ma solo gesti di gentilezza, commoventi.
Oggi riprendo a scrivere dopo molto tempo. Non l’ho fatto non perché non ne avessi il tempo ma sono così piena di cose da fare e a cui pensare che in più delle volte i pensieri prendono sempre parte alla mia giornata occupando l’80% del mio vivere quotidiano. Ultimamente sto producendo delle immagini che mi piacciono veramente molto, solitamente l’euforia per una buona immagine passava già dopo una decina di minuti dopo averla post-prodotta ma sento di avvicinarmi sempre più ad una strada, una linea di produzione che si avvicina realmente a quello che ho nella testa. Mi sono resa conto di come l’arte sia parte fondamentale della mia cultura visiva e spero che d’ora in avanti io possa fruirne al meglio e in maniera duratura, quanto più posso. Mi piacerebbe andare a visitare un museo d’arte classica. Sono poco abituata all’antico e oggi ne ho riscoperto una meravigliosa e sottile bellezza che io ho riscoperto come un indizio fondamentale dei miei processi futuri, ancora non sono propriamente soddisfatta al massimo ma l’insoddisfazione è per mia definizione personale la spinta continua che devo avere per puntare sempre al massimo e fare le cose per bene. “Fare sempre bene”, mi sono torturata mesi pensando a questa frase, senza mai contare che le cose vengono da se ed è veramente inutile cercare di forzarle in qualsiasi modo, si otterrà sempre il contrario. Mi impongo di terminare le cose, farle uscire dalla mia testa e renderle primarie rispetto al resto.
Vorrei poter avere la capacità di decidere quanto tempo dormire, non lo penso per pigrizia, ma perché “dormire” rappresenta l’annullamento emotivo e mentale di una persona. Un buco nero in cui ci si rifugia e dove il tempo si consuma ugualmente. Una scena di un film cieco e muto dove lo spettatore in un secondo e trasportato dal vivere all’annullarsi completamente. Ecco io vorrei veramente avere questa capacità, decidere quanto tempo dormire, quanto tempo avere per curare le ferite mentali, quanto tempo avere per poter sparire nel nulla e annullare i miei sensi solo fino al momento in cui la testa non mi pulsi piú di fitte strazianti e il cuore non mi imploda nel petto come se fosse l’organo/bomba da cui fuggire. Mi sento esattamente cone una specie di radiazione umana, un insulso aspetto della vita di qualcuno che ti seppellirebbe pur di non essere piú contaminato dalla tua presenza. Nel mio film le persone indossano maschere antigas e tute anti radiottività e io mi sento come il personaggio strano, anziano e oscuro che abita in fondo alla cittadina, il vecchio strano Sam che dopo un avveninento sconosciuto ed imspiegabile é cambiato ed ha deciso di isolarsi da tutti. Sono una radiazione umana, quella cosa che al suo passaggio spaventa anche la piú piccola e incosciente creatura. Io lo so per certo, io sono ormai contaminata, sono afflitta e mentalmente instabile e non ho la piú pallida idea di come e cosa mi abbiano cambiato e deviato lo scorrere della mia insulsa esistenza. Perché io su un miliardo di persone, perché in questa maniera, la cosa che piú mi fa infuriare sono le domande a cui io non ho risposta, il continuo chiedermi “perché”, io mi sto facendo male a cercare queste risposte come se per ogni mio agire un oscura identità protettrice dell’ordine umano mi osservasse e punisse per la mia volontà di risolvere me stessa. Io sono come un cubo di rubik monocolore, un gioco mentale per la quale non ci sono colori e file di cubi da provare e rigirare, come nessuna opportunità. Io sono e non sono piú la persona di un tempo e piú continuo la mia esistenza piú mi scopro negativa. Continuare a vedere un film disgustoso che non puoi togliere perché sei troppo pigro. Sono un film vuoto e privo di saggezze e messaggi. Fuori piove e tuona e sembra che tutto ció che mi fa pulsare la testa sia sfuggito dalla camera cranica della mia testa e abbia deciso di impaurirmi ancor di piú sono stanca e vulnerabile nei confronti di me stessa e se adesso avessi avuto la possibilità e la follia di uscire fuori e rimanere sotto la pioggia immobile lo avrei fatto. Ho perso il freno del pensiero e mi sento estremamente svuotata di autocontrollo e odio vederne i segni. Oggi sono tutto, sono un film, un cubo, una vittima, un carnefice, vorrei buttarmi da un dirupo e sprofondare in un mare immenso e trovarvi un posto segreto dove conficcarmi e sparire.